Museo dell'energia idroelettrica

Museo dell'energia idroelettrica Via Roma 48
25051 Cedegolo - Brescia, Italia
Tel. +39 0364 61 196

Per prenotazioni e informazioni su visite guidate e laboratori didattici:
Tel. +39 342 84 75 113
museodellenergia@gmail.com

Per prenotazioni e informazioni sulla visita guidata al museo in combinata con la visita guidata alla Centrale di Edolo:
Cooperativa Inexodus
Tel. +39 0364 62 21 79
segreteria@inexodus.it


Il percorso museografico

Il piazzale d'ingresso preannuncia il filo conduttore del Museo: l'acqua. Essa scorre in due fontane che delimitano la piazzetta antistante l'ingresso: increspandosi su di un piano inclinato, e scendendo come un velo su un muro di ferro, per raccogliersi poi in una cavità a terra. Le allusioni riguardano i versanti alpini, la regimazione e le opere idrauliche presenti sul territorio del bacino imbrifero dell'Adamello. Un balcone panoramico consente un affaccio verso il fiume Oglio legando l'acqua alla sua naturalità. Le due grandi lame di ferro dell'insegna e della pensilina ci indirizzano all'ingresso.

Il piazzale La fontana L'insegna

Il piazzale d'ingresso del Museo e un particolare della fontana con l'acqua che scorre su di un piano inclinato.

 

Eccoci dunque visitatori di un percorso espositivo concepito come esperienza multisensoriale ed interattiva: prepariamoci ad ascoltare, guardare, toccare; a sperimentare, far funzionare, selezionare; a conoscere, comprendere, applicare; a stupirci, emozionarci, ricordare. Gli allestimenti del Museo sollecitano infatti un coinvolgimento fisico-razionale-emotivo: corpo, testa, cuore lavoreranno insieme per spiegarci la magica trasformazione di una goccia d'acqua in energia elettrica, con tutte le sue affascinanti coincidenze e conseguenze. Si può infatti seguire il "percorso dell'acqua", dal suo formarsi nell'atmosfera al suo precipitare sulla terra, dal suo condensarsi in ghiaccio al suo raccogliersi nei laghi alpini, dal suo imbrigliamento in dighe artificiali sino all'arrivo nella Centrale Idroelettrica dove, un po' magicamente, si trasforma in elettricità.

Entriamo: ci troviamo in un grande atrio. Davanti a noi una grande fotografia ci presenta la vecchia sala macchine in funzione. Stazionando nel punto di vista prospettico l'immagine fotografica, -semitrasparente su vetro- si sovrappone perfettamente all'immagine reale, mentre si aziona il sonoro delle macchine funzionanti: vediamo e ascoltiamo la sala com'era sovrapposta alla sala com'è oggi, con la sensazione, acustica e visiva, di essere entro la vecchia Centrale in produzione. Questa è la prima delle molteplici “esperienze instabili” che si incontreranno nella visita.

Già dall'ingresso viene utilizzato il segno della luce per guidare il pubblico nello spazio espositivo: l'atrio e la sua caratterizzazione architettonica rafforzano l'impressione del mutamento e della trasformazione. All'estremità del vetro segni leggeri di luce illustrano da un lato la mappa del Museo, e dall'altro la memoria del Museo, una videoproiezione di filmati di repertorio che ricordano e ci parlano, delle cose, delle storie, della cultura del luogo. Dopo una breve pausa di attesa inizia il viaggio della goccia d'acqua: dal suo formarsi nell'atmosfera come condensazione del vapore acqueo fino al liberarsi della sua energia cinetica entro la turbina.

La sala delle sfere ci porta tra terra e cielo: siamo nell'atmosfera, penetriamo nelle nubi, nella pioggia, nel vento, nei temporali, nelle nevicate; immagini, suoni, umidità, temperatura, luci ci portano dentro i fenomeni metereologici, dove la goccia d'acqua si forma e cade sulla terra. Una doppia videoproiezione su calotte semisferiche contrapposte dà l'avvio alla nostra storia di trasformazioni. La goccia scende, si raccoglie in un rivolo, confluisce in un torrente.

La sala delle sfere La sala delle sfere La sala delle sfere

La sala delle sfere.

 

L'acqua si raccoglie nei laghi artificiali, raccontati nella stanza delle dighe: un'installazione multimediale documenta la loro formazione e ne descrive forme, caratteristiche, ecosistema. L'allestimento sviluppa in particolare il tema dei bacini, raccontando la costruzione ed il funzionamento delle dighe e i grandi lavori idroelettrici: incontriamo modelli di dighe e sbarramenti, visualizzati e spiegati su una grande superficie curva che ricorda la forma di una diga.

Lateralmente, una serie di videoproiezioni raccontano, per mezzo di documentari d'epoca e cortometraggi d'autore, l'epopea dei grandi lavori idroelettrici, la storia della costruzione di bacini, condotte, canali e opere idrauliche, realizzate spesso ad alta quota. Entro due nicchie avviene il racconto del lavoro: dai monitor le immagini dei protagonisti ci narrano episodi e dettagli del lavoro in miniera, nelle condotte, in alta quota, nelle Centrali, come un lungo ininterrotto diario pubblico. Le testimonianze del lavoro e della vita legata al lavoro e i filmati sui grandi lavori di costruzione ripropongono quella qualità particolare della trasmissione orale, del sapere e dell'esperienza personale di cui il Museo è veicolo di trasmissione.

La sala delle dighe La sala delle dighe

La stanza delle dighe.

 

Un grande cilindro di ferro ci permette ora una nuova esperienza materica e sensoriale: accompagnati da un rumore roboante attraversiamo una condotta forzata. La goccia d'acqua è controllata ed intrappolata entro la condotta che la indirizza alla turbina.

La condotta forzata La condotta forzata La condotta forzata

Il passaggio nella condotta forzata.

 

Siamo nell'ex sala macchine della centrale, dove è stato ricollocato un gruppo turbina-alternatore del 1903, simile a quello che qui realmente funzionava quando la centrale era in produzione. Aperto in alcuni punti opportunamente scelti, ci svela la sua struttura interna ed il suo funzionamento. L'azzurra macchina monumentale ci porta al cuore della Centrale e ce ne svela i segreti: muniti di torce luminose possiamo colpire le sue parti significative che, azionando automaticamente un sonoro, risponderanno raccontandoci il loro funzionamento.

La sala della turbina è un luogo dove l'esperienza sonora avvolge il visitatore in modo immersivo e lo coinvolge in una difficile ma fascinosa scoperta. Con l'aiuto di schermi video, attraverso filmati di animazione, possiamo conoscere i segreti –visibili e invisibili- di questo sistema complesso che, attraverso l'albero che unisce turbina e alternatore, trasforma il movimento prodotto dall'acqua in elettricità, compiendo il ‘miracolo' della trasformazione di energia. Le narrazioni ci consentono di comprendere il funzionamento delle macchine, di indagare i campi elettrici ed elettromagnetici, svelandoci i misteri della produzione idroelettrica.

La sala delle turbine La sala delle turbine La sala delle turbine

La sala della turbina.

 

Un breve percorso, una grande trasformazione: l'acqua è diventata energia. Ci troviamo ora nella zona “elettrica” dove macchinari e strumenti contenuti in teche, attivati col sistema delle torce luminose, si presentano e ci narrano la loro funzione e il loro lavoro. L'esperienza continua: attraverso due sistemi in rete di videogiochi possiamo simulare di produrre e regolare l'energia elettrica, di gestirla e distribuirla sul territorio.

I giochi I giochi

I videogiochi.

 

Chiude il percorso l'Albero dell'elettricità, formato da un gruppo di tralicci storici e da una grande scintilla di aste luminose. Una scintilla gemella è poggiata esternamente sulla copertura, come se l'energia pulsante da esse visualizzata fuoriuscisse attraverso le pareti del Museo irraggiandosi in ogni direzione. La colonna sonora ambientale della Metamorfosi dell'energia, suite creata appositamente per il Museo e legata a sonorità derivate dagli elementi naturali e dagli oggetti tecnologici, ci riaccompagna verso l'atrio e la fine del percorso espositivo.

L'albero dell'elettricit‡ L'albero dell'elettricit‡ L'albero dell'elettricit‡

L'albero dell'elettricità.

 

Possiamo però accedere al Teatrino dell'elettrostatica dove il ‘Mago dell'elettricità' mediante esperimenti e dimostrazioni, ci spiega e rende familiarmente comprensibili l'elettricità e i suoi fenomeni. Altri spazi di laboratorio ci permettono di approfondire e consolidare le conoscenze mediante attività operative appositamente progettate e calibrate alle varie fasce d'età. Possiamo infine accomodarci ai tavoli didattici del bar elettrico, oppure sederci nella piazzetta affacciata sul fiume.

Il teatrino dell'elettrostatica Il bar elettrico Il bar electric

Il Teatrino dell'elettrostatica e il bar elettrico.

 

Percorriamo infine le aree esterne del Museo dove possiamo osservare una raccolta di macchine e reperti idroelettrici, e la direzione di arrivo della condotta che alimentava le turbine della Centrale, posta sul versante oltre il fiume.

 
Laboratori didattici

La proposta si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni e si prefigge di raccordare l’attività laboratoriale con la visita guidata a un museo che racconta la storia delle centrali idroelettriche della Valle Camonica.

Obiettivi:
- Stimolare la curiosità nei confronti del mondo della scienza e della tecnica, delle sue leggi e delle sue applicazioni.
- Favorire la partecipazione attiva e creativa degli studenti, attraverso la manipolazione e la sensorialità.
- Creare occasioni di approfondimento e riflessione in relazione alle sperimentazioni svolte nei laboratori.

Principali temi affrontati attraverso sperimentazioni, gioco e utilizzo di attrezzature specifiche:
- il magnetismo: esperimenti con le calamite, costruzione della bussola;
- elettrostatica: caratteristiche delle forze elettriche e dell’elettrizzazione per strofinio;
- elettromagnetismo: costruzione della pila e di un circuito elettrico;
- funzionamento del gruppo turbina-alternatore.

Tempi previsti:
- attività laboratoriale: 1 ora e 45 minuti - pausa di 15 minuti
- visita guidata al museo: 1 ora e 30 minuti

Laboratori didattici Laboratori didattici Laboratori didattici

I laboratori didattici.


Depliant "Laboratori didattici"

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Opuscolo "Appunti relativi alle esperienze svolte presso i laboratori didattici del Museo dell'energia idroelettrica di Cedegolo"

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La Storia

Risalendo la Valle Camonica, superato Capo di Ponte, i due versanti si stringono determinando un abbraccio al territorio di fondovalle, che localizza l’approssimarsi di Cedegolo, cuore storico dell’industrializzazione idroelettrica del Novecento.

Fotografia storica

La Centrale all'inizio dell'abitato di Cedegolo in una cartolina d'epoca.

L’arrivo è preceduto, a breve distanza, dalla presenza di tre insediamenti idroelettrici ancor oggi produttivi che ci introducono alle vicende della grande epopea storica, tecnica, economica e sociale raccontata all’interno del Museo. Si tratta, nell’ordine, della moderna Centrale (di pompaggio) Enel di San Fiorano, della centrale Edison di Cedegolo (progetto dell’architetto Gio Ponti) e della storica Centrale Poglia costruita dalla GEA nel 1911 e ora di proprietà dell’Enel. Giunti all’ingresso dell’abitato si presenta finalmente la grande massa monumentale della Centrale SEB (Società Elettrica Bresciana), stretta tra la statale del Tonale, la ferrovia e il fiume Oglio: un imponente edificio realizzato su progetto dell’ing. Egidio Dabbeni di Brescia, una tra le prime Centrali idroelettriche realizzate in Valcamonica.

Fotografia storica

La Centrale di Cedegolo e la vasca di carico allo sfioro viste da sud-est, in una foto d'epoca (Foto Negri).

A chi arriva in treno, appena scesi dalla stazione di Cedegolo, si presenta esattamente la situazione illustrata in una cartolina d’epoca: la linea ferroviaria Brescia-Edolo da poco aperta che ‘buca’ la roccia incombente, il fiume Oglio, che qui ha scavato una suggestiva gola, attraversato dal veneziano e storico ponte della Noce e, quindi, la massa algida e geometrica della Centrale Idroelettrica.

Fotografia storica

La Centrale di Cedegolo e la Ferrovia in una cartolina d'epoca (Foto Negri).

La Centrale di Cedegolo, sede del Museo, fu costruita tra il 1909 e il 1910 ad opera della Società Elettrica Bresciana per sfruttare la caduta delle acque derivate in comune di Malonno sul versante orografico destro del fiume Oglio; passata all'Enel con la nazionalizzazione, è rimasta in attività dal 1910 sino al 1962, quando per motivi tecnici è uscita di produzione ed è stata impiegata come magazzino di deposito a servizio del sistema idroelettrico della Valle.

Fotografia storica

La sala macchine della Centrale di Cedegolo in una fotografia d'epoca (Foto Negri).

Nel settembre 2000 il Comune di Cedegolo ha acquistato la Centrale dalla SEI S.p.A. (società immobiliare e di servizi del Gruppo Enel) allo scopo di realizzarvi un museo dedicato all'energia idroelettrica.

 
Il recupero della Centrale
La Centrale di Cedegolo prima dell'intervento di recupero

La Centrale di Cedegolo prima dell'intervento di recupero.

Il complesso ex Bresciana si trova all'interno dell'abitato di Cedegolo ed è composto dalla Centrale edificata nello spazio compreso tra la strada statale 42 e il fiume Oglio e da una palazzina per uffici situata sul lato sinistro della strada stessa.

La Centrale di Cedegolo prima dell'intervento di recupero

La Centrale di Cedegolo prima dell'intervento di recupero.

Il corpo centrale è il volume maggiore dell'edificio e negli anni di attività della Centrale era adibito a sala macchine, fornito di turbine, alternatori e strumentazioni di controllo.

Un corpo più stretto a prevalente sviluppo verticale si affaccia sul lato strada ed è suddiviso in quattro piani destinati alla trasformazione dell'energia elettrica. Un corpo a torre si aggancia ortogonalmente alla sala macchine: fungeva da struttura di servizio ed è stato realizzato successivamente. La principale struttura portante è in calcestruzzo armato e si appoggia sui poderosi muri perimetrali che, interrotti da grandi vetrate, appaiono come grandi pilastri profondi oltre un metro. Su di essi si regge la copertura della sala macchine, lunga 15 metri e costituita da un solaio incrociato a cassettoni chiusi. La palazzina è un edificio a pianta quadrata di quattro piani; ognuno di essi contiene quattro o cinque locali, più il vano scala. Lo schema organizzativo e strutturale è chiaro e razionale, impostato simmetricamente rispetto all’asse di ingresso. L'impressione complessiva dell'edificio è severa: i grandi pilastri perimetrali emergono dal piano di fondo della facciata poggiandosi su un basamento in blocchi di granito dell'Adamello lavorati a bugnato rustico, che ne accentuano la monumentalità.

Tavola del progetto architettonico di recupero della Centrale di Cedegolo

Tavola del progetto architettonico di recupero della Centrale di Cedegolo.

L'edificio appare uniforme e unitario ed esprime efficacemente l'esigenza di serialità e di severità congrua alla Società committente: è un blocco volumetrico cubico e compatto che ben si presta ad una ristrutturazione interna che lo adibisca alla conservazione del fondo archivistico, alle funzioni di segreteria e direzione del Museo oltre che allo svolgimento di attività culturali di gruppo quali incontri seminariali e corsi di riqualificazione per il personale. In data 12 giugno 2003 il Comune di Cedegolo ha bandito un Concorso per la progettazione del recupero della Centrale e la sua riconversione in Museo dell’energia idroelettrica di Valle Camonica: è risultato vincitore del concorso il gruppo di progettazione guidato dall’arch. Claudio Gasparotti.

Il recupero della centrale Il recupero della centrale Il recupero della centrale

Alcuni particolari della Centrale di Cedegolo dopo l'intervento di recupero.

Il progetto architettonico si confronta criticamente con l'importante edificio industriale, cercando di instaurare con esso un dialogo funzionale e simbolico. Le nuove strutture interagiscono con l’esistente senza mimetismi, poiché risultano autonome e riconoscibili nella forma e nei materiali. Il progetto immette entro l’involucro della centrale lastre diversamente orientate; non volumi delimitati, quindi, ma piani che intersecandosi con le superfici dell’edificio storico determinano spazi flessibili ed aperti. Ciò consente la strutturazione di un interno architettonico concepito come un ambiente urbano entro cui il percorso museale diviene ‘promenade’ architettonica e 'piazza tecnologica'. Le contrastanti proprietà dei materiali utilizzati -la concreta matericità delle strutture di contro alla apparente inconsistenza fisica delle parti trasparenti- sono enunciazione del tema espositivo che, dall’idraulica all’elettromagnetismo, rappresenta sia la visibile fisicità della goccia d’acqua quanto l’invisibile astrattezza dell’elettricità. Questo doppio registro linguistico, interpretato emblematicamente dal gruppo turbina-alternatore collocato nella posizione centrale del Museo, è rappresentativo del progetto e, nella cultura del Novecento, metafora della modernità.

Oggi che i lavori di restauro sono completati, l’edificio appare nella sua forma originaria, bianca e austera, come se i suoi cento anni di vita fossero trascorsi in un lampo: la velocità dell’elettricità, della luce e della modernizzazione.



Leggi la relazione del progetto architettonico

Vedi il progetto
 

Guida "musil museo dell'energia idroelettrica"

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Orari di apertura

Dal 1 Aprile al 10 Giugno e dal 12 Settembre al 30 Novembre
Sabato 14:00 - 18:00
Domenica 14:00 - 18:00

Dall'11 Giugno all'11 Settembre
Tutti i giorni 14:00 - 19:00


Il museo è sempre aperto su prenotazione.
Le visite guidate e i laboratori sono possibili, su prenotazione, durante tutto l'anno.
La sala da pranzo riscaldata è disponibile, su prenotazione, per pranzi al sacco.

Tariffe biglietti d'ingresso

SINGOLI
  • Biglietto intero: € 4
  • Biglietto ridotto (fino a 25 anni e oltre 65 anni): € 3
  • Biglietto bambini sotto i 6 anni e accompagnatori di gruppi: gratuito
  • Biglietto residenti nel comune di Cedegolo ed enti convenzionati: 2 (sconto non applicabile su visite guidate e laboratori)

VISITE GUIDATE e LABORATORI DIDATTICI
Gruppi Visita guidata Laboratori tecnico/scientifici Visita guidata + laboratori tecnico-scientifici Escursione Parco tematico Ex Vasca SEB Sala da pranzo
almeno 11 persone € 5/persona € 7/persona € 10/persona € 3/persona € 2/persona
fino a 10 persone € 55/gruppo € 77/gruppo € 110/gruppo € 33/gruppo € 22/gruppo


PROPOSTE DIDATTICHE COMPLEMENTARI