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Tavola rotonda "Le nuove frontiere del mecenatismo"

Non più sponsor e mecenati, per il futuro servono "investitori nella cultura" in un ottica di responsabilità sociale. Per guidare il cambiamento la sfida delle imprese deve partire da educazione, ricerca scientifica e conoscenza.


L'Italia ha nella cultura uno dei suoi punti di forza. L'ultimo rapporto Io sono cultura, realizzato da Fondazione Symbola, evidenzia come l'Italia sia riconosciuta a livello internazionale come il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. Un primato legato non solo alla produzione culturale e al patrimonio storico ma anche alla capacità di trasmettere cultura e bellezza nelle produzioni. Proprio per questa sua capacità l'Italia, più di altri paesi, ha nell'intreccio tra cultura e manifattura un fattore chiave per lo sviluppo economico. Il patrimonio culturale è un bene comune, cruciale per il benessere individuale, determinante per il radicamento di una comunità e per la consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo. Motore di "sviluppo sostenibile", la cultura è una risorsa rinnovabile e orientata al lungo periodo, destinata ad aumentare per il solo effetto del passare del tempo.


Per comprendere a fondo i modi in cui crea valore economico e identitario, il musil e il Distretto Culturale della Valle Camonica promuovono la tavola rotonda "Le nuove frontiere del mecenatismo", che si terrà alla Casa Museo di Cerveno venerdì 4 Ottobre alle 17.30. Dopo i saluti di benvenuto del Sindaco di Cerveno Marzia Romano e l'introduzione di Paride Saleri, Presidente del musil; intervengono: Paola Dubini (Università Bocconi), Roberto Zini (Vice Presidente di AIB e Presidente Farco Group) e Sergio Bonomelli (Presidente Gruppo Istituzionale Coordinamento sito UNESCO). Le conclusioni sono affidate all'economista, e consulente di grandi aziende, Marco Vitale.


La cultura innanzitutto come patrimonio materiale e immateriale, è fatta di tradizioni, conoscenze tramandate, paesaggi modificati dall'uomo, creatività, tecniche e modi di lavorare e coltivare. In una società sempre più liquida la cultura consente di orientare il nostro cammino e aiuta ad allargare il senso del possibile, di immaginare una realtà diversa, di interpretare le nuove sfide e affinare la capacità di incidere sul futuro.


Nell'attuale situazione di incertezza e di tagli delle erogazioni la cultura-è destinata a impoverirsi. E' necessario un impegno sistematico nell'attività di tutela, valorizzazione e fruizione dei beni, così come oggi avviene per le attività a tutela dell'ambiente o di carattere sociale. Le imprese possono in questo contesto assumere un ruolo cruciale attraverso investimenti che vengono concepiti a tutti gli effetti in un quadro di responsabilità sociale. Il ritorno economico dell'investimento, se costante, genera ricadute di sistema importanti come dimostrano i dati sull'intera filiera culturale del rapporto di Fondazione Symbola: oltre 92 miliardi di euro prodotti e più di 1,5 milioni di occupati. L'indagine Investire in cultura, realizzata da Rsm-Makno per Impresa Cultura Italia-Confcommercio, conferma il crescente interesse degli imprenditori per la cultura. Per oltre il 70% il sostegno a progetti ed eventi culturali è strategico, oltre un terzo delle imprese equipara questi investimenti alla pubblicità.


Diversi sono gli effetti positivi della "responsabilità culturale" sull'impresa: cresce l'attitudine di innovare i processi creativi e produttivi, migliora l'immagine, la reputazione e il clima aziendale, stimola la mobilitazione di talenti. I ricercatori di RSM Makno lo confermano. I maggiori benefici si riflettono sulla reputazione aziendale (33%) - protegge dai rischi del mercato e aumenta la considerazione da parte dei clienti e dei consumatori - , sull'affermazione del brand (30%) e sulle vendite (27%).


E' ora tempo di sostenere la cultura con modalità diverse, di gestire il progetto culturale con creatività e competenza, creando i presupposti affinché le imprese possano valorizzare strategicamente i propri investimenti, costruendo un percorso organico e duraturo, oltre la sponsorizzazione o il mecenatismo, a vantaggio soprattutto della comunità e del territorio di appartenenza. Un rapporto fatto di progettualità condivisa e di presa in carico dei bisogni dei territori, di partnership vincenti, di iniziative di valorizzazione.


C'è anche l'evidente necessità di proteggere e conservare ciò che appartiene al passato per consegnarlo alle nuove generazioni. L'importanza della tutela di un patrimonio ha anche un valore turistico, dalle opere delle grandi città d'arte alle più piccole meraviglie culturali e paesaggistiche, spesso ignote, distribuite lungo tutta la penisola.


Al termine dell'incontro è prevista la visita al Santuario della Via Crucis, capolavoro artistico del '700 con 14 cappelle e 198 statue lignee a grandezza naturale, condurrà la visita la storica dell'arte Virtus Zallot.

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