Concept

La realizzazione del progetto musil - museo dell'industria e del lavoro di Brescia è stata resa possibile dalla varietà e dall'ampiezza della documentazione e delle collezioni di cui dispongono le Fondazioni Luigi Micheletti e Civiltà Bresciana, promotrici del Museo.

Il musil è il primo museo italiano dedicato all'industrializzazione come fenomeno che coinvolge l'intera società, rappresentato attraverso una grande varietà di materiali, organizzati concettualmente in modo unitario. L’ambito cronologico non trascura la lunga durata, ma si concentra sugli ultimi due secoli sino all’oggi; lo svolgimento tematico assume l’industria e il lavoro come le principali forze motrici del processo di modernizzazione della società; l’area geografica muove dal contesto europeo per giungere agli approfondimenti relativi alla dimensione nazionale, regionale, locale.

La molteplicità dei materiali in collezione e l’approccio interdisciplinare del programma di lavoro del museo consentono di offrire al visitatore una varietà di esperienze e, allo stesso tempo, di tenere il progetto costantemente aperto ad evoluzioni e contaminazioni tra ambiti storico-sociali, tecnologico-scientifici e creativo-comunicativi.

Le antenne sul territorio arricchiscono e articolano i contenuti del museo prefigurando un sistema a scala regionale sul modello delle migliori realizzazioni europee. Attualmente il museo comprende i seguenti poli territoriali: il Museo del ferro, in un’antica fucina bresciana, integralmente conservata e destinata a far rivivere una traduzione produttiva millenaria; il Museo dell’energia idroelettrica, al centro della Valle Camonica, in un grande edificio emblematico della modernità novecentesca, contenitore ideale per un museo di nuova generazione; il Museo dell'industria e del lavoro di Rodengo Saiano, in Franciacorta, magazzino visitabile a servizio dell’intero sistema.

In estrema sintesi gli elementi caratteristici del museo, per quanto attiene al suo patrimonio di oggetti e di conoscenze, sono riassumibili nei seguenti aspetti:

  • unicità delle collezioni relative al tema della comunicazione nella società contemporanea: dalla comunicazione a stampa fino al cinema industriale e alla pubblicità televisiva;
  • ampiezza e varietà delle collezioni rappresentative di filiere tecnologiche di primaria importanza nel processo di industrializzazione;
  • ampiezza e varietà delle fonti archivistiche e documentarie sulla storia della tecnologia, del lavoro e dell'ambiente;
  • ampiezza e varietà delle fonti documentarie originali sulla storia del Novecento;
  • ricchezza del patrimonio documentario sulla storia di “lungo periodo” del territorio bresciano;
  • patrimonio di ricerca e materiali di archeologia industriale che ne farebbero l’unico museo del genere in Italia e uno dei primi in Europa;
  • caso per ora unico in Italia di riutilizzo a fini museali di vari contenitori industriali, conservati attivamente e coerentemente, fornendo una esperienza straordinaria e sempre più rara in futuro, in un’epoca di deindustrializzazione e quindi di scomparsa degli ambienti industriali tradizionali;
  • sperimentazione diretta di grandi exhibit (macchine di grandi dimensioni) come solo parzialmente si possono incontrare, ma in forme di presentazione obsolete, al Museo della scienza e della tecnica di Milano;
  • articolato e stratificato laboratorio di conoscenza reso possibile dalla ricca collezione di attrezzi e macchine raccolte, inventariate e schedate dalla Fondazione Luigi Micheletti e dalla Fondazione Civiltà Bresciana.

 
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